Rosso di Montalcino – “Fornacina”

16,50

Categoria:
Alcol:
Annata:
Formato:
Momento per degustarlo:
Passaggio in legno:
Regione:
Temperatura di servizio:
Tipo di agricoltura:

Descrizione

Caratteristiche:

Rosso granato intenso e luminoso. Attacco olfattivo di marasca e ribes rosso, chiodi di garofano e un soffio boisé.  Bocca di grande struttura, dove i tannini si fronteggiano e mostrano la propria forza, con un epilogo di ruggine e macchia mediterranea.

Il Rosso di Montalcino della Fornacina nasce da una vinificazione classica del sangiovese; affinato, come da tradizione, in legno per 12 mesi e lasciato, poi, riposare in bottiglia prima della commercializzazione, è un vino invitante, di struttura e, al contempo, di piacevolissima beva.

La Fornacina, costruita su due livelli (uno dei quali interrato), è pensata e realizzata per introdurre la giusta dose di modernità nella produzione, permettendo di svolgere nel suo interno tutte le fasi produttive, iniziando dalla vinificazione, continuando con l’ invecchiamento fino all’ imbottigliamento, riservando un ulteriore spazio per i rapporti con la clientela: dalla degustazione alla vendita diretta. Le botti grandi sono le indiscusse protagoniste nel processo di invecchiamento del  Brunello. La superficie vitata è di 5,00 Ha., tre dei quali si estendono intorno all’ Azienda, ad una altitudine di circa 400 m. s.l.m., sul versante Sud, Sud – Est della collina montalcinese. Gli altri due ettari si trovano sul versante Sud di Montalcino, nella zona di Castelnuovo dell’ Abate. Il terreno ha una struttura che va dal medio impasto a PH alcalino, al Galestro. La densità di impianto è di circa 4.500 barbatelle per ettaro, allevate con la tecnica del “cordone speronato”.

Cantina

Ruggero Biliorsi è il fondatore dell’ Azienda Agricola “FORNACINA” , il fondatore di un’ attività in cui il primo vino Brunello prodotto, risale alla vendemmia 1981 e che adesso, gestita dal figlio Simone insieme alla collaborazione del fratello Mauro, conserva immutate le stesse prerogative che mirano ad esaltare i valori della terra su cui sorge.

Con la consulenza dell’ Enologo Attilio Pagli e dell’ Agronomo Folco Giovanni Bencini viene portato avanti da tempo, un progetto piccolo quanto ambizioso che mira, oltre a produrre un vino secondo i dettami della storia del Brunello, anche a salvaguardare l’ ambiente circostante.

L’ Azienda ha infatti ottenuto, nell’ anno 2004, la certificazione per la produzione di vino ottenuto con uve allevate con sistema biologico, a testimonianza di quanto la qualità, il rispetto di questo territorio e la salvaguardia della natura rappresentino delle vere ed inscindibili priorità.

La cantina, costruita su due livelli (uno dei quali interrato), è pensata e realizzata per introdurre la giusta dose di modernità nella produzione, permettendo di svolgere nel suo interno tutte le fasi produttive, iniziando dalla vinificazione, continuando con l’ invecchiamento fino all’ imbottigliamento, riservando un ulteriore spazio per i rapporti con la clientela: dalla degustazione alla vendita diretta.

Le botti grandi sono le indiscusse protagoniste nel processo di invecchiamento del nostro Brunello.

La superficie vitata è di 5,00 Ha., tre dei quali si estendono intorno all’ Azienda, ad una altitudine di circa 400 m. s.l.m., sul versante Sud, Sud – Est della collina montalcinese.

Gli altri due ettari si trovano sul versante Sud di Montalcino, nella zona di Castelnuovo dell’ Abate.

Il terreno ha una struttura che va dal medio impasto a PH alcalino, al Galestro. La densità di impianto è di circa 4.500 barbatelle per ettaro, allevate con la tecnica del “cordone speronato”.

Continua presenza in vigna, accurata selezione dei grappoli prima e durante la vendemmia, sinergie caratteriali delle uve provenienti dai due distinti versanti collinari, sono i nostri ingredienti per la produzione di vini di indiscussa eccellenza.

Fornacina - Italy's Finest Wines

Abbinamenti:

Agnolotti con sugo di arrosto.  Chateaubriand con salsa bernese. Tagliata con cappello di fungo porcino.

Alla scoperta dei piatti tipici nei ristoranti italiani - TORINO (Gli  agnolotti al sugo d'arrosto) | Accademia Italiana della Cucina